Distinguiti per non Esinguerti (Art. #2 di 2)

By | 30 luglio 2016

Essere più imprenditore e meno barista

farà la differenza ,

ecco come riuscirci

jeeg robot

Bentornato in questa seconda parte dell’articolo,

Distinguiti per non estinguerti

Come ti ricorderai, nella prima parte, ti ho parlato della fondamentale importanza di differenziarti, e di farlo in modo scientifico, nel caso tu non abbia letto la prima parte la trovi qui  —-> Distinguiti per Non Estinguerti Art. #1 di 2

In pratica se non lo hai letto,  ti descrivo che nella tua strategia di gestione o di nuova apertura di un locale bar, devi attraversare veri e propri step sequenziali, per progettare un locale di successo e cco in breve di cosa si tratta:

  • Autoanalisi totale dell’attività (se già esistente)
  • Analisi delle risorse
  • Analisi del mercato di riferimento
  • Analisi del Target di riferimento
  • Trovi la tua Impronta Differenziante
  • Trovi la tua Impronta Coerente

Tutta questa prima parte, composta dai primi 6 spep, è appunto fondamentale e propedeutica per la seconda parte che dovrai subito implementare nella tua gestione e questo è l’argomento di questo articolo.

Come faceva Jeeg, quando richiamava i componenti e si trasformava in un robot potentissimo contro le forze del male, quello che ti serve è trasformarti un una nuova entità, più potente di prima, più forte, più capace, ti basta richiamare i componenti mancanti.

Perché i primi 6 step sono l’essenza del mio sistema e sono indispensabili, ma non bastano, sono solo la base sulla quale fondare la tua gestione di successo.

Dopo centinaia e centinaia di locali Bar visti e conosciuti e oltre 23 anni di esperienza in questo settore, ho riconosciuto una costante, molto frequente, che ha creato e continua ancora oggi a farlo, degli enormi problemi, soprattutto problemi legati alla programmazione ed al controllo dei risultati.

Si, hai letto bene, i risultati che vuoi ottenere, li devi prima programmare, cioè te li devi prima immaginare ed inserire nero sbianco in un sistema di controllo, ancor prima di aprire il tuo locale se puoi, proprio appena dopo aver ragionato e sviluppato la prima parte del lavoro, cioè i primi 6 step descritti nella mia prima parte dell’articolo.

Te lo voglio spiegare meglio, traducendo questa parte, la programmazione appunto, con una attività alla quale avrai senz’altro partecipato da cliente.

comandande di aereo

Hai presente quando sei in aeroporto, che attendi di fare il Check In? Credo di si, giusto?

Facciamo finta che tu stia partendo per andare a New York per una meritata vacanza, ok?

Ecco, mentre tu sei li in fila, che aspetti tranquillamente di imbarcarti all’aeroporto di Milano Malpensa, ansioso di partire, c’è tutta un’attività invisibile ma fondamentale che riguarda la programmazione del viaggio che dovrà compiere il comandante dell’aereo che nel quale stai per salire.

Il comandante, all’interno della cabina di pilotaggio, ha di fronte a se centinaia di strumenti e a fianco, un collaboratore, il co pilota, che lo aiuta nelle operazioni di controllo degli strumenti, per verificare se funzionano correttamente. Insieme, devono fare un vero e proprio Check Up, con una sequenza stabilita, controllare che le comunicazioni funzionino e che l’aereoplano risponda a tutti i comandi, questa parte, puoi paragonarla ai primi 6 step che abbiamo visto nel primo articolo.

La parte che adesso fa il comandante, appena prima di decollare, proprio prima che tu venga aiutato a trovare posto dagli assistenti di volo, è invece tutto quello che riguarda il viaggio vero e proprio. Quindi, si appresta ad inserire tutti quei dati che riguardano la meta da raggiungere e quale rotta intraprendere per raggiungerla, sono tutti quei dati che servono all’aereo per decollare, quale quota raggiungere, a quale velocità volare, quali punti geografici dovrà attraversare, eventuali scali intermedi, fino al raggiungimento della meta stabilita, New York.

Sai cosa succederebbe se l’aereo non avesse inserite le coordinate ed i dati di viaggio, destinazione compresa?

Probabilmente, dopo il decollo, il pilota dovrebbe navigare a vista e potrebbe trovarsi nel bel mezzo di una tempesta e a quel punto non sapere dove dirigersi, rischiando di trovarsi contro una montagna, o schiantarsi su qualsiasi cosa, perché non riesce a stabilire a che quota stia volando e su quale punto terrestre si trovi. Ma anche sperando che non ci siano tempeste in vista e volendo rischiare la sorte, navigare a vista, ha un grosso problema, soprattutto se il dato mancante è la destinazione.

Se non hai ben chiara la destinazione, le coordinate per raggiungerla e la rotta da tenere, girerai in tondo, a vuoto, senza meta, oggi qui, domani li, dopodomani da un’altra parte, tutto a vista, una volta partito l’aereo e raggiunta una certa quota, nascerebbe un altro grosso problema, che non puoi nemmeno tornare indietro perché non conosci il punto di dove ti trovi. Avere la strumentazione e saperla interpretare, insieme a saper navigare a vista, potrebbe salvarti, ma non è di certo l’esperienza che i tuoi passeggeri si augurano. Soprattutto, non avere una meta prestabilita, avrebbe sicure lamentele dei passeggeri che verrebbero traditi nelle loro aspettative.

Cito una persona, Piernicola De Maria che mi ha ispirato ad usare questa metafora con alcune frasi che sono l’inizio di una e-mail ricevuta alcuni giorni fa.

Le frasi della e-mail sono queste:

Ho la fortuna di avere un paio di amici che pilotano aerei e più di una volta è capitato che mi abbiano invitato in cabina di pilotaggio per vedere “dal vivo” le manovre di atterraggio e decollo.

Ora, la maggior parte delle persone tende a pensare che l’atterraggio sia più pauroso, e infatti un volta a terra scatta spesso il terronissimo applauso.

In realtà il decollo lo è molto di più.

Perché quando l’aereo alza il muso non vedi nulla. Non appena il muso dell’aereo si alza di qualche grado vedi solo blu. E per chi di noi è abituato a guidare è una sensazione spiacevolissima. La prima volta me la stavo facendo addosso perché non ci avevo mai riflettuto e non me lo aspettavo.

Ovviamente non è così perché i piloti hanno a disposizione una lunga serie di strumenti che tengono sotto controllo qualsiasi fattore di rischio e segnalano se la situazione è regolare, senza che il pilota debba preoccuparsi in prima persona di misurare la pressurizzazione o l’altitudine e via dicendo.”

Piernicola, ha usato questa metafora per uno scopo un po diverso dal mio, ma questo non è importante, quello che invece è importante, e che voglio che tu comprenda, è che se non hai sotto controllo gli strumenti di bordo, e navighi a vista, per una meta che nemmeno tu conosci, non è proprio possibile pilotare un aereo, meglio che nemmeno ti avvicini alla cabina di pilotaggio e te ne rimani bello e beato attaccato con i piedi per terra al pavimento.

E se per caso oggi sei già in volo e ti trovi senza strumenti di bordo, con una meta ancora indefinita, sarà meglio che ti sbrighi subito a porre rimedio a questa mancanza, perché hai altissime probabilità che il tuo aereo finisca proprio male.

Se ancora non l’hai compreso, l’aereo è il tuo locale bar, tu sei il comandante, gli assistenti di volo sono i tuoi collaboratori, i passeggeri sono i tuoi clienti, il compito più arduo e complicato è il tuo, tu come comandante hai il dovere che tutto proceda senza intoppi e che il viaggio sia il più piacevole e confortevole possibile, in modo che i clienti ti possano preferire ancora e che possano fare buona pubblicità sul tuo servizio con i propri amici e conoscenti.

Quale esperienza pensi che potrai far provare ai tuoi clienti, se non conosci nemmeno la destinazione, cioè l’obiettivo che vuoi raggiungere e soprattutto non hai conoscenza degli strumenti necessari per navigare in sicurezza?

Qui sotto, ti descrivo in breve gli step mancanti del mio sistema, i componenti che devi inserire per diventare come Jeeg Robot,  che poi sono gli strumenti necessari alla tua navigazione sicura, tradotti per un comandante di aerei:

  • Obiettivo Strategico (La tua Destinazione e la tua Rotta)
  • Implementazione del Sistema di vendita completo (Strumento fondamentale per viaggiare sempre ad aereo pieno)
  • Misurazione risultati (Strumenti di controllo costante dei risultati, delle risorse, durante tutto il viaggio proprio per prevenire le anomalie)
  • Rifai il Punto 1 (Ritorna ad analizzare se non ti soddisfa l’attività che stai svolgendo o qualcosa non ti torna, è il primo punto che ti ho descritto nella prima parte dell’articolo)
  • Correzioni (correggi la rotta per riportare l’aereo a destinazione e non trovarti in una meta indesiderata)

Mi piacerebbe sentire che hai già approfondito tutti questi punti (tutti e gli 11, quindi anche quelli compresi nel primo articolo) e che lo hai fatto prima di aprire il tuo bar, ma so per certo che, non è così e nonostante magari oggi tu abbia un bar aperto e funzionante, probabilmente non aver fatto nulla o quasi nulla di tutto questo, ti crea i problemi che hai oggi. Studiare ed analizzare tutti questi punti in sequenza, è fondamentale per la tua sopravvivenza oggi, ed è il motivo per il quale probabilmente hai problemi di insoddisfazione finanziaria o di risultati Tempo Dedicato/Denaro Guadagnato insoddisfacenti.

Perché dico questo?

  • Perché lo vedo tutti i giorni.
  • Perché, nel settore del Bar, sono il primo in Italia che parla apertamente e pubblicamente di queste cose e anche se qualcuno degli addetti ai lavori si è accorto che qualcosa non va, non fa nulla di differente a quello che si è sempre fatto.
  • Perché non potrai trovare altrove le informazioni che troverai qui, specificamente dedicate ai locali Bar .
  • Perché per arrivare alla soluzione che ho trovato, ci ho messo 20 di esperienza, visti centinaia di locali falliti, e conosciuto il profilo e le caratteristiche dei locali di successo.
  • Perché ho tradotto le cose buone comuni hai locali di successo e le ho trasformate in un sistema, per aiutare i baristi presenti e quelli futuri a non commettere mai gli errori che hanno commesso e stanno ancora commettendo tutti i baristi che hanno grandi difficoltà di gestione e soprattutto non trovano più la loro personale soddisfazione finanziaria per il tempo che sono costretti ad impiegare e per le risorse investite nell’attività stessa.

e se non basta ti dico anche chiaramente il Perché lo faccio.

In Italia, il settore del Bar, è stato trattato davvero male da tutti gli addetti ai lavori, in particolare dalle associazioni di categoria, ma non solo, che con troppa facilità hanno spinto senza consapevolezza, a troppe nuove aperture, saturando il mercato di inutili esercizi pubblici, con un valore sempre più basso, inteso sia per il valore lasciato al mercato, sia per il valore intrinseco delle stesse attività.

Ad un certo punto era necessario cominciare a rallentare tutte queste nuove aperture indifferenziate, per favorire chi davvero era differente e dava un valore reale al mercato ed a tutto il settore. Tutti si sono limitati a ricopiare tutto ciò che funzionava, lo hanno fatto per oltre 20 anni, fino dalla metà degli anni 90. Invece di favorire nuove aperture a tutti, c’era bisogno di favorire la formazione di Imprenditori baristi, invece di impoverire il settore con persone dai buoni propositi e volenterose di fare, ma con capacità imprenditoriali pari a zero. A volte poco più che bravi baristi, ma completamente sprovveduti come imprenditori e con competenze di vendita pari a zero. In pratica si è favorito per un ventennio il “comprarsi un lavoro”, pensando erroneamente che avrebbe funzionato per sempre alla grande.

In pratica sto parlando di un settore Bar in Italia, che non era pronto e ancora non lo è oggi, ad affrontare un mercato libero, di licenze date a tutti, come succede in altri Stati. Era ed è necessaria prima una formazione imprenditoriale su come gestirsi e su come affrontare questa nuova era, finalizzata a come differenziarsi e a come poter, sapere leggere i dati ricavati dall’attività stessa.

Un po di tempo fa scrissi un articolo sulla storia del bar e di come è andate su questa faccenda delle licenze

lo trovi qui ——>  Articolo Storia del bar (Bar Da incubo -#1)

L’altra grande colpa, l’hanno avuta le banche e per fortuna oggi questo errore non lo commettono più.

Mi sto riferendo al fatto che fino al 2007/2008, sovvenzionavano le nuove aperture o l’acquisto di locali bar già avviati, con criteri sbagliati di valutazione.

Invece di analizzare un progetto, un business plan, le capacità imprenditoriali del barista o anche dei semplici dati, risultati concreti e misurabili, hanno elargito finanziamenti contro presentazione di ipoteche immobiliari dei baristi stessi, ed i risultati oggi sono quelli che ascoltiamo sui telegiornali e non solo. Banche “ricche” di immobili pignorati e che nessuno comprerà più (ma questo è un altro problema) e imprenditori baristi oggi falliti e con le pezze al culo.

Il tessuto imprenditoriale dei baristi è ancora oggi quasi ad un livello ZERO, per fortuna qualche illuminato c’è, ma sto parlando di una percentuale davvero bassa.

Per esempio mi sono trovato più di una volta a fare a miei clienti queste semplici domande:

“Hai mai calcolato il margine di contribuzione lordo dei tuoi singoli prodotti e delle tue vendite in generale?

Oppure

“Hai ben chiaro il margine di contribuzione delle vendite necessario alla tua attività per pagare tutti i costi fissi?”

A parte qualche perla rara di risposta sensata, tutto il resto te lo lascio immaginare.

Non ho fatto queste domande per misurare il loro livello, sia ben inteso, non lo faccio nemmeno ora, ero proprio convinto, che erano cose che dovessero sapersi, che qualcuno in qualche modo glielo doveva aver spiegato, che non era possibile che non le sapessero, ma mi sbagliavo.

Con questo non voglio colpevolizzare i baristi sia chiaro e sostengo fermamente che la colpa non è di certo la tua se nessuno ti informa, più che altro la cosa che nessuno forse ti ha mai detto è che sapere queste cose non è solo necessario,

È VITALE PER LA TUA SOPRAVVIVENZA !!!

In pratica ti sto dicendo che ti devi interessare ad argomenti utili e indispensabili per la tua attività di Bar se vuoi rimanere sul mercato di oggi e non venire spazzato via.

Non puoi pensare che il tuo commercialista ti controlli settimanalmente e faccia una analisi del tuo cash flow o ti faccia un bilancio mensile che evidenzi la tua marginalità. Questi sono argomenti che lui conosce benissimo, ovviamente, ma il suo mestiere in fin dei conti è tenerti la contabilità, le scritture contabili e cercare di farti rispettare le scadenze fiscali.

In realtà invece, per far funzionare a dovere la tua attività Bar, ti serve monitorare il più assiduamente possibile, tutta una serie di dati che non hanno nulla a che fare con la fiscalità o la contabilità, o almeno ne hanno a che fare solo in piccola parte.

Come ho già detto centinaia di volte, quello che ti serve è essere un po più imprenditore ed un po meno barista, devi almeno saper leggere o ricavare i numeri essenziali della tua attività.

Trasformarsi in Imprenditore Barista, è come richiamare i componenti che ti mancano per essere più forte, potente e più solido, proprio come Jeeg Robot.

Devi essere a conoscenza assolutamente di tutta una serie di argomenti e di definizioni, non tanto per saperli, ma per arrivare a dei dati concreti che ti aiutino fattivamente nella gestione.

Cosa sono i costi fissi

Cosa sono i costi variabili

Numero delle vendite per prodotto

Marginalità dei singoli prodotti

Marginalità media delle Vendite Totali

Margine Lordo

Margine netto Ante Tasse

Utile

Credimi, non è poi così difficile, basta un computer, una cassa fatta come Dio comanda e tutta la tua buona volontà di imparare ed applicare il sistema e comunque nulla che non si possa fare anche alla vecchia (a mano) volendo.

Come avrai inteso, il lavoro che ti aspetta per trarre il giusto profitto dalla tua attività è diverso da quello del barista, come ti ho anticipato prima, ha molto più a che fare con l’imprenditore, che con il barista e adesso ti spiego perché è meglio velocizzare questa trasformazione se vuoi sopravvivere.

Il problema del tempo e l’arrivo delle grandi catene di caffetterie

Se oggi atterrasse in Italia una catena internazionale di caffetterie, strutturata, ricca di risorse e con una impronta differenziante forte, troverebbe terreno fertile e non avrebbe alcuna difficoltà ad insediarsi, inginocchiando letteralmente una altissima percentuale di bar esistenti, in particolare, quelli completamente indifferenziati, non avrebbero il tempo di cambiare una volta arrivati sul mercato questi colossi.

Ho scritto un articolo sull’arrivo di Starbucks in Italia, lo trovi qui —> L’arrivo di Starbucks in Italia

Lo sai il perché non avrai tempo di reagire?

Perché oltre ad aver avuto buone idee, queste catene di caffetterie, ne esistono diverse, hanno un sistema applicato perfettamente nei loro punti vendita e ancor prima, hanno un imprenditore al comando che prima di tutto sa leggere i numeri giusti, nel modo corretto, pronto a correggere il tiro immediatamente per riportarli dove vuole lui se fosse necessario. Se anche tu non sai almeno i fondamentali di questa disciplina e non sai nemmeno di cosa si stia trattando, rischi di fare il sacco da allenamento, come uno sparring partner con il campione mondiale di BOX,  prende colpi e non ne sferra nemmeno uno.

Se ti senti aggredito dalla crisi e nonostante i tuoi innumerevoli sforzi e il grande lavoro svolto, non sei soddisfatto dei risultati ottenuti, sappi che non sei solo e che moltissimi tuoi colleghi, già si stanno muovendo per trovare soluzioni adeguata alle proprie esigenze.

Per questo e per molti altri buoni motivi, è nato il mio blog e la mia consulenza ai baristi, che vogliono essere i protagonisti nell’evoluzione del mercato del Bar e intraprendere in sicurezza l’ attività imprenditoriale del barista.

Il mio sistema completo di gestione imprenditoriale per baristi, che vogliono differenziarsi dai concorrenti, conquistando in modo solido e duraturo il successo del proprio locale, per esempio, è una soluzione concreta a questo problema.

Ma prima voglio darti una notizia che forse non ti farà piacere, questo sistema non è per tutti e adesso ti spiego con una frase cosa intendo:

Il sistema è da applicare, e non da imparare.

Per applicarlo, chiaro che lo dovrai studiare ma per renderlo efficace, dovrai fare un lavoro diverso da quello che fai adesso e oltre (in più) a quello che svolgi già nel tuo locale, almeno fino a quando arriverai al punto di cominciare a sganciarti e quindi a delegare. In pratica, se acquisti il sistema ma non lo applichi, non funziona, sembra ovvio vero? In realtà no, perché magari se ti aspetti che solo il fatto di saperne un po più di prima, ti faccia risolvere i tuoi problemi, continuando a fare quello che hai sempre fatto, ti stai sbagliando, ed è meglio che non butti via soldi.

Se sei una di quelle persone che pensano che con qualche centinaia di euro, solo acquistando un prodotto che li informerà di cose che non conoscono, possono risolvere i problemi creati nella propria attività da errori commessi in anni di lavoro o da gestioni imprenditoriali imprecise fin dall’inizio del loro percorso da titolari del Bar, non facendo nulla di diverso da quello che fai oggi, questa consulenza non fa per te, te lo dico subito, prima che poi tu ci rimanga male.

Quello che voglio dirti è che dopo che avrai acquistato il corso, lo devi necessariamente prima studiare e poi applicare, se vuoi che sia efficace, non serve a nulla acquistare un sistema, rendersi conto che sono cose interessanti, ma che poi non hai voglia di applicare nulla di quello che hai imparato.

Perciò sei avvertito, se lo acquisti, per renderlo efficace lo dovrai applicare fin da subito, prima lo applichi prima raccoglierai i risultati che desideri.

Se vuoi sapere meglio come funziona trovi la pagina ed il percorso per acquistarlo cliccando il link qui sotto

Barscreeningtop il sistema

Alla prossima e

Dacci dentro e applica

 

 

 

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